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Guida pratica e creativa per scegliere e abbinare i font

Come graphic designer, i font sono i miei migliori amici: ogni giorno li scelgo, ne valuto pesi, misure, mood e combinazioni.
Saper selezionare il giusto font e i migliori abbinamenti di font è essenziale per creare un progetto grafico efficace e integrato, dove ogni singolo elemento operi in sinergia con gli altri. Visto che nel mio lavoro di grafica freelance amo ispirarmi alla cultura pop – in particolare al mondo delle serie tv – ho pensato di creare per te una guida pratica e creativa per aiutarti nella scelta e nell’abbinamento dei font. Spero che ti sia utile e ti diverta! ☺

Che cosa si intende per font

Prima di iniziare, però, facciamo un passo indietro e chiariamo che cosa si intende per font. Questo termine deriva dal francese medioevale “fonte” (e prima ancora dal latino), e indica “qualcosa che è stato fuso”, ovvero i caratteri mobili creati per la stampa tipografica colando il metallo fuso nelle matrici. Oggi font e caratteri vengono utilizzati come sinonimi, ma in realtà fra i due termini c’è una differenza: il font è infatti il file digitale relativo a un carattere tipografico.

Come scegliere un font: grazie vs bastoni

Una volta chiarito cosa si intende per font, passiamo al punto fondamentale: come trovare il giusto font per un progetto grafico?
Possiamo fare una prima, fondamentale suddivisione dei font in Serif e Sans Serif, ovvero – traducendo dal francese – font con grazie (detti anche “graziati”) e font senza grazie (detti anche “bastoni”). 
Le grazie sono quei prolungamenti alle estremità dei caratteri che servono a renderli… più aggraziati, appunto: sono quei riccioli che imparavamo a fare quando, in prima elementare, la maestra ci insegnava a scrivere la B.
Il più famoso tra i font “Serif” è il classico Times New Roman, mentre il più noto esemplare dei Sans Serif è l’Arial.
Se ti stai chiedendo quando usare un font Serif e quando invece un Sans Serif, tieni conto che i font graziati sono molto usati nei libri perché riposano l’occhio e sono più piacevoli da leggere. Danno un senso di pulizia, serietà e professionalità. I Sans Serif invece sono più essenziali, freschi e moderni, e vanno benissimo quindi, ad esempio, per i testi di un sito web.

La “personalità” dei font: un aspetto fondamentale nella scelta

I font hanno una loro personalità, sono portatori di uno specifico mood. Eppure, un errore che chi non è esperto di grafica si trova a fare spesso è non tenere conto di questo aspetto e utilizzare font che contrastano nettamente con il tono del testo che compongono. Ma in comunicazione il messaggio non è mai solo il contenuto del testo, è anche la sua forma. Per questo scegliere un font piuttosto che un altro fa la differenza nel trasmettere un concetto con efficacia. Scrivere un testo istituzionale in un font fumettoso come il Comic Sans (il famigerato Comic Sans!) è come andare alla riunione con il capo in shorts e infradito. Affinchè la comunicazione risulti davvero efficace è fondamentale riconoscere qual è l’umore – il portato emozionale – di un font e come sfruttarlo per agire in sinergia col messaggio che si vuol trasmettere.
Non interpretare bene l’umore dei font che si utilizzano può portare chi legge a non cogliere appieno il concetto che si vuole trasmettere, se non addirittura a fraintenderlo. Per rendere meglio l’idea, mi sono divertita a chiamare in causa le nostre serie tv preferite: per un progetto legato a un brand glamour e frizzante come la mitica Emily in Paris, ad esempio, ci vorrà un font come Merriweather, mentre per un brand ambizioso, sofisticato e professionale come i protagonisti di Suits ci vorrà un font più simile al Bodoni.
Scopri nel carosello qua sotto le altre associazioni tra font e serie tv!

Come capire se due font stanno bene insieme: coppie perfette e coppie improbabili

Scommetto che se ti dico Friends e nomino Chandler non puoi fare a meno di pensare a Monica! E se ti parlo di Beverly Hills 90210 il pensiero va subito a Brenda e Dylan. E che dire di Sex And The City con l’iconica coppia formata da Carrie e Big? Tutte queste coppie sono indimenticabili perché perfettamente assortite. Con i font funziona allo stesso modo: nell’abbinamento di font ci sono coppie che stanno benissimo insieme e altre che non potresti mai immaginare. Abbinare tra loro i font è quasi un istinto per chi si occupa di grafica, ma ciò non toglie che ci siano degli accorgimenti che possono aiutare tutti ad azzeccare il giusto match. Ecco alcuni consigli che puoi applicare subito per abbinamenti di font a prova di errore:

Abbina un font Serif e un Sans Serif

Una delle combinazioni di font meglio assortite è quella che accosta un font Sans Serif ( bastoni) con un Serif (graziato). Questa combo è un grande classico praticamente a prova di errore!
L’ideale, poi, è scegliere il Sans Serif per il titolo e il Serif per il corpo del testo, dal momento che i caratteri bastoni funzionano in genere molto meglio in corpo grande, mentre i graziati offrono una migliore leggibilità nei testi scritti in piccolo. Ad esempio, se consideriamo l’abbinamento del font Montserrat – molto pulito ed essenziale – per il testo, all’Oswald per il titolo, l’accostamento di questi due font genera una disarmonia perché l’Oswald ha bisogno di più spazio per “esprimersi”. L’effetto dell’abbinamento del Montserrat con il Lora, invece, cambia decisamente e tutto risulta molto più armonico e piacevole alla vista.

Accosta font della stessa “famiglia”, ma con pesi diversi

Le “famiglie” sono quei font che, al loro interno, comprendono molte varianti di peso e larghezza: in genere light, regular e bold.
Poiché negli abbinamenti di font devi fare attenzione alle gerarchie, ti suggerisco di accostare due o più font della stessa “famiglia”, ma con pesi diversi.
Per ottenere un risultato ottimale puoi quindi utilizzare i diversi pesi di una famiglia di font per i diversi ruoli gerarchici che hai deciso di avere nel tuo progetto grafico: ad esempio, Source Serif Bold per il titolo principale, Source Serif Italic per i titoli secondari e Source Serif Regular per i testi. L’effetto rimane gradevole anche se si utilizza un unico font grazie alle meravigliose proprietà del font stesso! È come mettere insieme Cindy, Jim, Brenda e Brandon: la famiglia Walsh al completo sta benissimo ovunque la si metta.

Punta al contrasto ma non al conflitto

Per avere un risultato esteticamente piacevole e ben leggibile non bisogna usare font troppo diversi tra loro, ma nemmeno troppo simili.
Usare font differenti ma con caratteristiche similari può creare una confusione impercettibile ma fastidiosa: ad esempio, guarda cosa succede se abbino Lato ed Aileron, due font diversi eppure troppo simili per stare bene insieme. Un po’ come succede per alcune coppie, no? Prendi Brandon e Andrea: al massimo possono essere amici ☺ Altrettanto fastidiosa è l’abbinata di due font come Pacifico e Shadow into Light che creano eccessivo conflitto: come se volessimo mettere insieme Brenda e Dawson. La combo non funziona!
Come font da abbinare risultano invece vincenti quelli che puntano al giusto contrasto: ad esempio Montserrat e Lora. In questo caso, pensiamo a Brandon e Kelly: insieme ci piacciono proprio!

Scorri il carosello per vedere come abbinare due font poco compatibili crei un conflitto visivo, e cosa succede invece se mixiamo due caratteri che sembrano “fatti per stare insieme” 😉

 

Spero che questa guida agli abbinamenti di font un po’ fuori dagli schemi ti sia piaciuta! E se cerchi una grafica freelance per realizzare il tuo logo o la tua identità visiva contattami: sarò felice di aiutarti!